Influenza: prevenire e’ meglio!

flu-97679_1280

Con l’arrivo del freddo si diffonderanno in Italia due nuovi virus influenzali che potenzialmente costringeranno a letto circa 2 milioni di italiani in più rispetto al 2015.

Il freddo, infatti, faciliterà la diffusione di virus influenzali e parainfluenzali che, anche quest’anno, costringeranno gran parte della popolazione italiana a fare i conti con influenza e sindromi respiratorie acute.

“Quest’anno secondo le previsioni a circolare saranno il virus A/California/7/2009 (H1N1), A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2) – nuova variante e B/Brisbane/60/2008 (lineaggio B/Victoria) – nuova variante, presenti nella nuova composizione vaccinale.”, spiega il Prof. Fabrizio Pregliasco, Virologo e Ricercatore del Dipartimento di   Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario IRCCS Galeazzi di Milano. “La stagione influenzale sarà più intensa dell’anno scorso: nel 2015 si sono registrati meno di 5.000.000 casi, invece per questo anno la previsione è di 6-7 milioni. Ovviamente, il tutto dipenderà anche dal meteo: se questo inverno dovesse essere più lungo e freddo, sicuramente si avranno molti più pazienti influenzati”.

 

4-infografica-vero-o-falso-sullinfluenza-1

 

Gestire e convivere con questo disturbo fastidioso non e’ sempre facile,  ed e’ anche diverso l’approccio a seconda dell’eta’, del sesso e delle condizioni di vita. Lo afferma l’indagine “Gli Italiani e l’influenza invernale” condotta da ASSOSALUTE – Associazione nazionale farmaci di automedicazione ha promosso, pubblicata sul sito www.semplicementesalute.it,  che ha coinvolto circa 1.000 partecipanti (divisi equamente tra uomini e donne).

Secondo lo studio, quasi un italiano su due dichiara di essere costretto, con l’arrivo della “brutta” stagione, a fare i conti con mal di gola (44,3%), febbre (44,2%), raffreddore (43,3%) e dolori muscolari (37,2%).
Il mal di gola e la congestione delle vie aeree sono i fastidi più lamentati dalle donne (rispettivamente 46,9% e 46,8%), mentre il 47,3% degli uomini soffre maggiormente la febbre.

Per i giovani al di sotto dei 24 anni la febbre è la seccatura più diffusa, mentre col crescere dell’età aumenta la quota di quanti lamentano dolori muscolari fino a diventare il primo sintomo tra gli ultra sessantenni: il 58% della popolazione più matura, infatti, lamenta dolori muscolari, mentre la stessa quota è pari al 18% tra gli under 24.

“I sintomi influenzali generalmente sono gli stessi di anno in anno. Parliamo di influenza vera e propria quando accusiamo contemporaneamente febbre alta a insorgenza brusca dolori muscolari e articolari, tosse, naso che cola, secrezione nasale, mal di gola”, prosegue il Prof. Pregliasco. “In tutti gli altri casi si parla di infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali, come ad esempio il raffreddore, dove i sintomi principali sono il naso otturato e gli starnuti frequenti”.
Nel 60% dei casi presi in esame l’influenza si cura ricorrendo a farmaci di automedicazione (quelli col bollino rosso sulla confezione). I cosiddetti OTC, infatti, sono la cura prediletta dal 63,3% del pubblico maschile e dal 55,9% di quello femminile.

 

4-infografica-vero-o-falso-sullinfluenza-2

 

Ai classici “rimedi della nonna” – ovvero le cure casalinghe che prevedono brodo caldo, thè e tisane, spremute, vino cotto, latte bollente con miele – ricorre maggiormente il campione femminile (36,6%).

Quasi il 23% degli intervistati, percentuale che supera il 26% degli intervistati uomini, invece, una volta contratta l’influenza, ha indicato di curarne i sintomi tramite gli antibiotici.

“In caso di contagio il consiglio migliore è quello di riposare e di utilizzare i farmaci di automedicazione, che sono il pilastro principale del trattamento delle sindromi influenzali e parainfluenzali. Ricorrere ai farmaci di automedicazione consente, infatti, di attenuare i sintomi senza azzerarli, seguendo l’andamento della malattia”, spiega il Prof. Pregliasco. “Gli antibiotici non sono efficaci contro i virus e devono essere utilizzati solo dopo aver effettuato una visita medica necessaria se i sintomi dell’influenza non passano con i farmaci di automedicazione, oppure se dopo un’apparente guarigione si manifesta un ritorno di febbre e tosse produttiva”.
Tra le precauzioni più utilizzate dalle persone intervistate emerge come più di un italiano su due (sia maschi che femmine) preferisca coprirsi bene e lavarsi spesso le mani (55,7% e 51,9%). Ciononostante, quasi il 18% dichiara di non adottare alcun comportamento preventivo particolare. Un atteggiamento “arrendevole” che caratterizza maggiormente gli uomini (20,3%), mentre le donne preferiscono lavarsi più spesso le mani o ricorrere ad altre precauzioni, come modificare la propria dieta attraverso l’assunzione di più vitamine.

Il vaccino anti influenzale, invece, è utilizzato dal 14,7% del campione maschile e dal 13,4% di quello femminile. “Il vaccino è una fondamentale opportunità e in alcuni casi un salvavita per i soggetti a rischio, ovvero tutti i malati con patologie respiratorie e cardiache di qualsiasi età”, prosegue il Prof. Pregliasco. “Ovviamente non protegge da tutte le sintomatologie respiratorie non dovute a virus influenzali e, a volte, non evita completamente la malattia, ma sicuramente ne attenua i sintomi. Quindi, può essere considerato come un’assicurazione contro le complicanze dell’influenza. Tuttavia, poiché non ha efficacia contro i virus parainfluenzali, nell’affrontare i sintomi l’automedicazione è complementare”.
Per entrambi i campioni il medico è la figura di riferimento in caso di influenza; nello specifico, gli uomini si affidano ai suoi consigli con maggiore frequenza rispetto alle donne. Il 18% della popolazione, a maggioranza donne, invece, si affida ai consigli del farmacista. Al contrario, oltre 1 persona su 3 in Italia si cura da sola, grazie ai farmaci da banco che conosce per esperienza (33,5% degli uomini e 35,5% delle donne).

Infine, gli uomini modificano più frequentemente delle donne le proprie abitudini per via dell’influenza (64,5 VS 57,6%), cercando di non uscire di casa o comunque evitando di fare alcune attività, mentre le donne più degli uomini cercano di fare – malgrado l’influenza – la stessa vita di sempre (28,7% VS 22,5%).

“Tra uomini e donne non ci sono differenze di contagio: sia uomini che donne sono a rischio in egual misura e gli organismi reagiscono esattamente allo stesso modo”, conclude il Prof. Pregliasco. “A livello psicologico però ci sono molte differenze: infatti, gli uomini lamentano una maggiore pesantezza dei sintomi, affrontano l’influenza con sofferenza accusando dolori in tutto il corpo, al contrario, le donne in questi casi si dimostrano più risolute e meno “lamentose”.”

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *