Influenza: il vaccino si fa in quattro

flu-shot-1719334_1920

La stagione influenzale 2017 -2018, secondo le previsioni degli esperti, sarà di “media intensità”, simile a quella dello scorso anno. Sulla base dei virus circolati nell’emisfero australe, dove l’inverno è appena finito e in cui si sono osservati livelli di influenza abbastanza elevati, è possibile pertanto immaginare quella che potrà essere la stagione influenzale anche nell’emisfero occidentale.

Per prevenire l’influenza, dunque, molto si può fare, soprattutto vaccinandosi. Il nuovo vaccino antinfluenzale quadrivalente Vaxigrip Tetra®  ha ricevuto l’approvazione per l’Unione Europea e l’Italia nel 2016 e, oltre a essere già presente in altri 24 Paesi, è disponibile in Italia per la campagna di vaccinazione antinfluenzale annunciata dal Ministero della Salute.

Vaxigrip Tetra® è un vaccino antinfluenzale ad ampio spettro contro quattro ceppi, due di tipo A (A/H1N1 e A/H3N2) e due di tipo B (B/Victoria e B/Yamagata). Indicato per tutti i soggetti dai 3 anni in su, nasce come evoluzione del vaccino antinfluenzale trivalente Vaxigrip®.

Infatti, come è stato osservato durante l’ultima stagione influenzale, i due ceppi co-circolano ogni anno in tutto il mondo in proporzioni differenti e non prevedibili. Questo ha reso difficile per l’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità), raccomandare il tipo di ceppo B che dovrebbe essere incorporato nel vaccino antinfluenzale trivalente. L’ aggiunta del secondo ceppo in Vaxigrip Tetra®, affronta l’imprevedibilità della circolazione del ceppo B, ampliando la protezione contro l’influenza rispetto ai vaccini trivalenti.

 

Pertanto Il vaccino antinfluenzale quadrivalente Vaxigrip Tetra®, si adatta meglio all’evoluzione della situazione virologica e offre una più ampia protezione e prevenzione rispetto ai vaccini trivalenti, grazie all’aggiunta dell’ulteriore ceppo B e, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, include per la prossima stagione 2017/2018 il virus B/Phuket/3073/2013-Yamagata lineage, oltre ai ceppi presenti nel vaccino trivalente.

L’OMS afferma che “i vaccini antinfluenzali quadrivalenti potrebbero fornire protezione più ampia contro i virus dell’influenza di tipo B, stanno diventando disponibili e le raccomandazioni, quindi, non saranno limitate ai vaccini trivalenti”. Da una prospettiva di salute pubblica, l’utilizzo del vaccino quadrivalente al posto di quello trivalente, potrebbe portare, in più di un decennio, ad un ulteriore riduzione di 1.6 milioni di casi, 37.300 ricoveri e 14.800 decessi correlati all’influenza in Europa.

Inoltre, diversi studi di valutazione economica hanno dimostrato che un programma di immunizzazione con il vaccino quadrivalente è costo-efficace rispetto a quello con un vaccino trivalente. Tale risultato è stato verificato anche sul territorio italiano adattando i modelli matematici di stima alla realtà del nostro paese, infatti la vaccinazione con il vaccino quadrivalente, rispetto a quello dei vaccini trivalenti, riduce ulteriormente i casi di malattie simil influenzali e quindi i costi diretti e indiretti portando notevoli vantaggi nell’abbattimento dei costi sanitari, farmaceutici e sociali. Nel modello di costo-efficacia italiano, si è stimato che l’uso del vaccino antinfluenzale quadrivalente – rispetto alla vaccinazione con il trivalente – genera una riduzione di spesa pari a circa € 2 milioni di euro in termini di perdita di produttività e ad un risparmio di circa € 1,6 milioni di euro in termini di ricoveri.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *