In Valtellina tra castelli e mulini

CASTEL MASEGRA

La Valtellina è una località adatta non solo per fare sport o per degustare i piatti tipici accompagnati da vini DOC e DOCG, ma anche per entrare in una dimensione culturale tutta da scoprire. Ognuno dei 77 Comuni della Valtellina offre spunti per una visita culturale, tra palazzi storici del Cinquecento e del Seicento e le oltre 500 chiese. Di paese in paese, ci si può mettere sulle tracce di una grande ricchezza culturale.

Facendo un giro nella memoria storica della Valtellina si incontrano fortificazioni su speroni di roccia, come il Castel Masegra di Sondrio di epoca medioevale o, poco lontano, il Castello Paribellidi Albosaggia.

mulino di bottonera17I resti del Castel De Piro al Grumello di Montagna in Valtellina si affacciano sui vigneti terrazzati dove si produce l’omonimo vino rosso Valtellina Superiore DOCG. Benché distrutto dai Grigioni nel Cinquecento conserva ancora una torre e i resti di due costruzioni con i merli a coda di rondine sui vigneti terrazzati.
A Mello, si trovano tracce di un antico passato nel medioevale Castello di Domofole, intorno al quale sono sorte numerose leggende.
Oggi sono visibili soltanto la torre centrale, parte del muro di cinta e delle chiese edificate nelle sue vicinanze.
La Torre “De Li Beli Miri” domina la Valtellina dal dosso di Teglio.A Bormio, nella centrale piazza Cavour, si erge imponente la Torre delle Ore di origine medioevale. La sua grande campana detta Bajona è uno dei simboli della comunità bormina. Poco distante, c’è il Palazzo De Simoni, sede del Museo Civico. In Valchiavenna sulla strada dello Spluga, sorge la Torre di Segname che faceva parte di un vasto sistema di avvistamento e segnalazione risalente al IX secolo ed è praticamente intatta.
Dalla Valdidentro a Teglio, dalla Valmalenco a Chiuro fino a Mello: sono tantissime le testimonianze del passato comprese le città di Chiavenna e Tirano con i resti delle mura che fece erigere Ludovico il Moro.

La cultura contadina, protagonista della Valtellina, lascia traccia nei mulini, veri e propri musei di archeologia industriale che sorgono in numerosi quartieri artigianali e in prossimità dei borghi più caratteristici. Suggestivo è il Mulino Moro di Bottonera fondato nel 1867, nel vecchio quartiere di Chiavenna: una zona che è stata caratterizzata dalle attività che utilizzavano l’acqua del fiume Mera attraverso una serie di canali. Il mulino si sviluppa su tre piani, più un seminterrato. Una struttura simmetrica, che ospita un ampio vano, è destinata alla sala macchine, mentre un vano laterale più piccolo serviva per le operazioni di pulitura e lavaggio dei cereali. È possibile visitarlo da metà giugno a metà settembre, tutti i giorni tranne il martedì, dalle 15.00 alle 18.00.

Teglio - palazzo Besta - foto Consorzio Turistico Media Valt (1)Di recente, il Comune di Montagna e la Comunità Montana, hanno deciso di valorizzare il patrimonio etnografico di alcune vecchie contrade realizzando un sentiero ad anello che si basa sulla viabilità tradizionale. Lungo il percorso sono stati recuperati, ad uso turistico e culturale, vari mulini che sfruttavano la presenza di ripidi corsi d’acqua a fini agricoli o artigianali. Il restauro delle attrezzature, terminato quest’anno, risulta perfettamente integrato con gli ampi scorci panoramici sul versante retico fra Chiuro e Teglio.

A Berbenno, il Sentiero dei Mulini è ormai un appuntamento classico per gli amanti della mountain bike, ma non solo. Il percorso è costituito da un anello che, partendo dal Centro di Berbenno, sale con un sentiero sterrato per la via Mulini che costeggia il torrente, dove si trovavano numerosi antichi mulini idraulici. Lungo il tracciato si incontrano diversi edifici e piccole chiesette che testimoniano la cultura contadina e le tradizioni di paese.

A Rasura, vicino Morbegno, è possibile visitare gratuitamente il Mulino del Dosso costruito nel 1836 e restaurato nel 1998. Entrando nel mulino si percepisce l’antica cultura popolare e contadina, fatta di tradizioni e antichi mestieri, scoprendo così uno spaccato di storia della Valtellina e della sua gente. I meccanismi del mulino, tutti in legno e sicuramente tra i più antichi dell’arco alpino, stanno a dimostrare l’abilità e la pazienza dei loro costruttori.

Si comincia facendo un tuffo nel passato nel Parco delle Incisioni Rupestri tra Grosio e Grosotto. Il suo simbolo è una delle figure che meglio si distingue sulla roccia: un uomo armato di uno scudo rotondo e di una spada o bastone.

Sulla “Rupe Magna”, una delle più grandi rocce incise dell’arco alpino, le antiche popolazioni hanno lasciato il segno del proprio passaggio, facendo oltre cinquemila rappresentazioni di vita quotidiana.
Le più antiche risalgono alla fine del Neolitico, al quarto millennio avanti Cristo.

Scendendo verso Sondrio ci si imbatte in uno dei luoghi di maggiore forza della Valtellina, dal punto di vista architettonico e decorativo: la Basilica della Madonna di Tirano che celebra l’apparizione della Vergine al contadino Homodei nel 1504. Sempre a Tirano meritevole anche il Seicentesco Palazzo Salis, all’interno del quale c’è un circuito museale di 10 sale decorate ed affrescate. Suggestivo anche il giardino “all’italiana”, uno dei più significativi della Lombardia. Non è possibile lasciare la Valtellina senza vedere il più importante palazzo del Rinascimento dell’Italia del Nord, insieme a Palazzo Vertemate di Piuro (Chiavenna). È il Palazzo Besta di Teglio, di complessa architettura. All’interno ha una serie di cortili a doppia loggia con affreschi straordinari, alcuni raffiguranti scene dell’Eneide che sono espressione del più puro Rinascimento. Infine Sondrio. Lì troviamo il Museo Valtellinese di Storia e Arte, in cui è possibile ammirare interessanti collezioni archeologiche e grandi tele del Settecento comprese quelle di Pietro Ligari, il più importante pittore valtellinese. Meritevole di essere visitata, la sala consiliare del Palazzo della Provincia, le cui pareti sono adornate dai dipinti di Usellini che ne costituiscono l’anima. Le opere raffigurano attività lavorative tipiche della Valtellina: mietitura, tessitura, filatura, pesca alpeggio, caccia, industria del legno, lavorazione del granito e alpinismo collocate sullo sfondo di paesaggi valtellinesi.

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