IL NUOVO MASCHIO ITALIANO? EGOISTA, ATTRATTO DAL WEB, MA… INCAPACE DI PRENDERE L’INIZIATIVA CON LE DONNE

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L’uomo sta cambiando pelle. Purtroppo, però, il mutamento non sembra averlo reso migliore! Il ritratto del cyber-maschio 2.0 tracciato da uno studio presentato in occasione del 41° Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia (SIA) è impietoso e dipinge un uomo sempre più debole e spaesato di fronte alla realtà e al mondo femminile. Concentrato su se stesso, perso nelle relazioni virtuali sul web, e soprattutto incapace di fare il primo passo con le donne. E non finisce qui. Un uomo con informazioni sulla sessualità scarse e spesso distorte perché apprese online, che alle prime defaillance si chiude in se stesso, non chiede aiuto allandrologo e lascia che difficoltà come la disfunzione erettile o l’eiaculazione precoce lo trascinino in una relazione di coppia insoddisfacente o in uno dei 20.000 matrimoni bianchi in cui la sessualità non esiste più. Per accogliere il malessere del nuovo uomo, la SIA mette a disposizione andrologi sempre più aggiornati: per riconoscere i più esperti, da oggi è al via il “bollino blu” SIA che identificherà gli andrologi cui potersi rivolgere con piena fiducia per discutere qualsiasi difficoltà.

È già attiva una mappa andrologica dove trovare landrologo più vicino: www.andrologiaitaliana.it

L’indagine sul nuovo maschio è stata condotta sottoponendo a circa 50 uomini e donne dai 19 ai 60 anni dieci domande per capire se esista e come sia il maschio 2.0. I risultati mostrano che il 73% ritiene che l’uomo sia diverso rispetto al passato, ma che purtroppo sia cambiato in peggio. “Il maschio è sempre più il sesso debole”, osserva Alessandro Palmieri, presidente SIA e professore dell’Università Federico II di Napoli. “Già nel 2005 l’Economist inglese, mettendo a confronto la salute fisica dei due sessi, spiegava che le donne erano più resistenti degli uomini. Una convinzione rafforzata dieci anni dopo quando l’uomo è stato definito dallo stesso giornale il nuovo sesso debole. La nostra indagine mostra che secondo il 69% delle donne ormai non è più lui a prendere l’iniziativa ma il primo approccio è paritario e può partire indifferentemente da lui o da lei. Il nuovo uomo è anche egoista, stando a un intervistato su due, e concentrato sul web: un cyber-maschio in genere fra i 20 e i 40 anni che dimentica le relazioni reali in favore di quelle virtuali, ancora alla ricerca di se stesso anche se resiste la suggestione del macho, modello ideale per il 16% degli intervistati”.

Purtroppo il cyber-maschio è anche poco preparato in tema di sessualità: una carenza di informazioni che, unita all’ansia da prestazione, può far precipitare le relazioni alla prima difficoltà, stando ai più recenti dati sui matrimoni bianchi del nuovo millennio. Rapporti che tuttora sono molto diffusi e che spesso si instaurano proprio a causa di defaillance maschili: in caso di disfunzione erettile o eiaculazione precoce l’uomo spesso tace, soccombe all’ansia da prestazione e contribuisce a creare una relazione di coppia anomala, in cui non c’è spazio per il sesso. “L’andrologo deve essere punto di riferimento per parlare di questi disagi e deve saper intercettare il maschio di oggi, capirlo nella sua identità in mutamento e prendere coscienza delle sue esigenze e dei suoi problemi nelle varie età della vita”, commentano Carlo Ceruti e Danilo Di Trapani, responsabili della Commissione SIA progetto ‘Bollino blu’. “Molti giovani uomini oggi vivono in un equilibrio precario tra le illusioni della realtà virtuale e i problemi relazionali della vita vera. Poi passano a un’età più adulta in cui la sessualità e la ricerca di paternità sono spesso messe in discussione da priorità di lavoro e stress di vario genere, fino ad arrivare più avanti negli anni – spesso ancora in forze e giustamente desiderosi di una vita sessuale appagante – a fare i conti con problemi di tipo organico. L’andrologo deve essere sempre in grado di entrare in empatia, comprendere e fornire soluzioni mediche e chirurgiche ai problemi del maschio. Anche per questo SIA promuove il progetto di Certificazione Andrologica che individuerà i colleghi più preparati, aggiornati e pronti a raccogliere le sfide del nuovo millennio. La certificazione SIA è un’attestazione di competenza che sarà rilasciata ai professionisti che si sottoporranno a un iter di verifica di alcuni requisiti, primi fra tutti un costante aggiornamento ed elevati standard qualitativi della prestazione. Una volta acquisito, ‘il bollino blu’ non sarà valido per sempre ma dovrà essere aggiornato ogni 5 anni, per garantire ai pazienti affidabilità e credibilità del professionista inalterate nel tempo”.

 

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