Ictus e infarto: una “app” ci aiuta a prevenirli

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Calcolare e ridurre il rischio di ictus e infarto attraverso l’utilizzo di una semplice “app”. Lo strumento, ideato da World Stroke Organization, tradotto in diverse lingue, è ora disponibile nella versione italiana grazie al supporto di ALT- Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari- Onlus (www.trombosi.org): è un vero e proprio “riskometro”, cioè uno strumento che misura il rischio di andare incontro alle due malattie vascolari più probabili, più gravi ma anche più evitabili: infarto e ictus cerebrale. “Siamo orgogliosi di aver contribuito alla diffusione del Riskometer rendendolo accessibile anche nella versione in italiano”, sottolinea il presidente di ALT, Lidia Rota Vender, “perché anche gli studi più recenti confermano che in 80 persone su 100 l’ictus è non solo prevedibile ma soprattutto evitabile: la “app” è scaricabile gratuitamente e aiuta a “mettere in fila” i fattori di rischio individuali, modificabili e non. Fornisce le informazioni e la motivazione necessarie per modificare quelli legati soprattutto allo stile di vita”.

L’app, disponibile sia per Apple che per Android, funziona in modo semplice e intuitivo: registra le abitudini dell’utente e monitorizza eventuali cambiamenti nelle abitudini e nello stato di salute nell’arco di dodici mesi. Non solo, ma insegna a riconoscere tempestivamente i sintomi dell’ictus che non devono essere sottovalutati quando si manifestano nelle persone che vivono accanto a noi: riconoscere i sintomi sospetti e chiamare il 118 in maniera appropriata senza perdere tempo può salvare la vita di un padre o una madre. Nella cura dell’ictus agire rapidamente può fare la differenza fra l’invalidità o il recupero della salute.

L’ictus è causato da una squadra di complici, che noi dobbiamo conoscere e neutralizzare uno per uno, perché si potenziano a vicenda per tendere la trappola di un evento cardio o cerebrovascolare. Fanno parte di questa squadra molti complici in qualche modo eliminabili o neutralizzabili, complici che ben conosciamo: fumo, alimentazione sbilanciata per quantità o qualità, pigrizia, stress, diabete, pressione alta, livelli di colesterolo elevati per lungo tempo nel sangue e abuso di droghe.

L’app fornisce i consigli “salvavita”: è sufficiente cliccare sulle informazioni relative a ciascun fattore di rischio incluse nell’applicazione. La versione “Pro” dell’app contiene inoltre una serie di video nei quali esperti internazionali forniscono spiegazioni sui sintomi, sui fattori di rischio e sui provvedimenti necessari per evitare l’ictus cerebrale. Sono informazioni che ognuno di noi dovrebbe possedere, e usare in caso di bisogno, perché sapere “che fare in caso di…” può cambiare la vita di molte persone intorno a noi.

L’applicazione è stata sviluppata dal Prof. Valery Feigin dell’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, in collaborazione con AUT Enterprises e l’Associazione per l’Educazione allo Stroke della Nuova Zelanda; è patrocinata da: WFN – Word Federation of Neurology, IANE – International Association of Neurology and Epidemiology, da European Stroke Organization (ESO): è stata tradotta nelle principali lingue in tutto il mondo. La versione italiana è stata curata e finanziata interamente da ALT, come spiega la dottoressa Paola Santalucia, neurologa, cardiologa e vice-presidente ALT: “I dati raccolti attraverso la app permetteranno a chi la utilizzerà, previo consenso, di partecipare a una ricerca mondiale che coinvolge 160 Paesi, finalizzata a comprendere sempre più a fondo i fattori di rischio capaci di determinare un ictus o un infarto. Il progetto aiuterà ricercatori e clinici a tracciare in modo molto accurato strategie di prevenzione e cura basandosi sull’esame di un grande numero di profili di rischio individuali che, considerati nel loro insieme, avranno una ricaduta fondamentale sulla salute cardio e cerebrovascolare di tutti in Italia e nel mondo”.

PER SCARICARE L’APP:

LA RICERCA: ciascun Paese può partecipare al più grande progetto di ricerca epidemiologica mondiale sull’ictus, lo studio RIBURST (Reducing the International Burden of Stroke Using Mobile Technology) che attualmente coinvolge 160 Paesi. L’applicazione configura, infatti, un enorme data set che, nel rispetto della privacy, fornisce informazioni sullo stato e l’andamento del rischio vascolare, sia per ictus che per infarto, a livello di popolazione e con attenzione individuale. Lo studio RIBURST è in grado di fornire un’evidenza a oggi inedita circa la frequenza, la prevalenza e i fattori determinanti ictus, infarto, demenza e diabete in differenti paesi a livello mondiale. Il rilevamento dati consentirà anche di perfezionare gli scores di rischio e gli algoritmi predittivi per ciascuna di queste malattie non comunicabili.

ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus è un’associazione libera, indipendente e senza fini di lucro. Dal 1987 è impegnata a livello nazionale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari da Trombosi – Infarto cardiaco, Ictus cerebrale, Embolia Polmonare, Trombosi arteriosa e venosa -, nel sostegno finanziario alla ricerca scientifica interdisciplinare e nella specializzazione di giovani medici e infermieri. Realizza campagne educative mirate a combattere i principali fattori di rischio e a creare consapevolezza sui sintomi precoci delle malattie che la Trombosi determina. Dal 1995 rappresenta l’Italia in EHN, network europeo di 30 associazioni e fondazioni dedicate alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Per saperne di più su:

  • WFN – Word Federation of Neurology, organizzazione leader nel mondo per la promozione dell’eccellenza in neurologia nel mondo https://www.wfneurology.org/
  • IANE – International Association of Neurology and Epidemiology, associazione che promuove gli studi epidemiologici e clinici così come le evidenze basate su raccomandazioni / linee guida per ridurre l’impatto delle malattie neurologiche nel mondo http://www.net4healths.org/IANE/
  • NISAN – National Institute for Stroke and Applied Neurolosciences, istituto nazionale per l’ictus e le neuroscienze applicate presente nel contesto della AUT University con l’obiettivo di condurre studi epidemiologici di alta qualità e studi clinici per migliorare la salute e ridurre la disabilità di coloro che sono colpiti da malattie neurologiche disabilitanti https://nisan.aut.ac.nz/
  • ESO – European Stroke Organization, società europea di medici e ricercatori, nata con l’obiettivo di ridurre l’incidenza dell’ictus in Europa, di migliorare la cura dell’ictus fornendo formazione medica per gli operatori sanitari e il pubblico laico in Europa http://www.eso-stroke.org/eso-stroke/home.html

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