Diabete di tipo 1: la ricerca va incontro ai bisogni dei ragazzi

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In Italia, si stima siano tra 250.000 e 300.000 le persone con diabete di tipo 1, con circa 25.000 nuove diagnosi ogni anno. Questa forma di diabete viene diagnosticata di norma prima dei 20 anni; i bambini e ragazzi con diabete in Italia sono circa 20.000. L’insorgenza precoce di questa condizione costringe le persone con diabete a convivere con la loro malattia anche 70-80 anni. L’obiettivo primario della terapia è quello di prevenire e minimizzare le complicanze che il diabete comporta, quali malattie cardiovascolari, neuropatia, retinopatia. Obiettivo importante non solo per le persone ma anche per il Sistema Sanitario Nazionale: evitare le complicanze permette di ridurre i costi correlati al diabete.

La tecnologia ha già fatto enormi progressi per migliorare la gestione del diabete di tipo 1 grazie a microinfusori per la somministrazione di insulina e sistemi di misurazione in continuo dei livelli di glucosio nel sangue. In Italia sono già presenti sistemi integrati che, grazie a un accurato monitoraggio delle glicemie e a un sofisticato algoritmo di controllo, consentono di sospendere automaticamente e preventivamente l’erogazione dell’insulina per evitare le ipoglicemie, la complicanza a breve termine più comune e temuta.

«Fino a poco tempo fa, l’utilizzo di questi dispositivi, spiega Andrea Scaramuzza, responsabile Diabetologia Pediatrica, ASST di Cremona ” e in particolare dei sistemi di monitoraggio in continuo del glucosio, non interessava più del 30% dei ragazzi tra i 13 e i 18 anni. Le principali resistenze sono dovute alla necessità di indossare costantemente questi dispositivi che vengono quindi vissuti come “protesi” e, non di meno, dalla scarsa accuratezza dei primi sensori. Un recente studio pubblicato sulla rivista Acta Diabetologica1 ha interessato 38 adolescenti con diabete di tipo 1 che utilizzavano il sistema integrato MiniMed 640G che durante un campo estivo, hanno seguito un percorso educativo e motivazionale e sono stati monitorati per un anno per valutarne i miglioramenti clinici e nella qualità di vita. Dopo 6 mesi dalla fine del campo, 25 ragazzi su 38 stavano ancora utilizzando il sensore per il 70–100% del tempo registrando per il 74% del tempo valori glicemici all’interno del target tra 70-160 mg/dL. L’ottima accettazione di questo sistema da parte dei ragazzi dipende innanzitutto da fattori intrinseci alla tecnologia di questo sistema, quale l’accuratezza molto alta del sensore e l’algoritmo SmartGuard per evitare le ipoglicemie prima che si verifichino, evitando ai ragazzi di interrompere le loro attività per correggere il valore glicemico».

Visto il successo clinico e l’ottima accettazione del sistema da parte dei ragazzi, 8 centri diabetologici pediatrici di tutta Italia riuniti in un Sensor Experience Board, hanno steso un documento di consenso per l’impiego del sensore glicemico nel sistema integrato.  «Questo documento – afferma Scaramuzza – vuole essere un riassunto della buona pratica clinica per l’uso del MiniMed 640G con un utilizzo del sensore per il 100% del tempo. Altro punto fondamentale è però il coinvolgimento e la reazione positiva dei ragazzi all’inizio di questo percorso: abbiamo infatti verificato che una buona esperienza durante il primo mese di utilizzo è fondamentale per garantire un’aderenza ottimale e continuativa alla terapia».

Ad oggi, la tecnologia più avanzata già disponibile negli Stati Uniti, è rappresentata da un sistema ibrido ad ansa chiusa (MiniMed 670G) che è in grado di dosare l’insulina automaticamente durante le 24 ore, lasciando al paziente la sola gestione dell’insulina ai pasti. Questo sistema rappresenta l’evoluzione del sistema disponibile in Italia e ha ricevuto un’accoglienza positiva dalle associazioni pazienti e dalle comunità scientifiche. I primi dati real life infatti confermano gli studi clinici pre-market dimostrando come l’utilizzo del sistema nella modalità Auto-Mode permetta di mantenere valori di glicemia nell’intervallo di normalità per il 74% del tempo con un utilizzo continuativo del sensore (>95%).

 

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