Balla che ti passa! PBT, la nuova disciplina che unisce danza classica e pilates

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Si chiama PBT, Progressing Ballet Technique ed unisce tradizione e innovazione: da un lato due discipline di lunga data come la danza classica e il pilates, dall’altra una disciplina nuova dal nome poco comprensibile, difficile da ricordare e da pronunciare.

PBT è un programma innovativo, appena approdato in Italia, sviluppato da Marie Walton-Mahon, ballerina e insegnante australiana della Royal Academy, che consente agli studenti di comprendere il corretto uso dei muscoli durante la lezione, sviluppando una profonda memoria muscolare, un corretto posizionamento del peso e dell’allineamento del corpo, permettendo sensibili miglioramenti durante il percorso di studio della danza.

E’ una disciplina trasversale che non solo non entra in concorrenza con altre lezioni, ma anzi le supporta e le migliora, fornendo salde fondamenta posturali che agevolano e accelerano la tecnica di qualsiasi ballo.

Non solo: PBT conferisce equilibrio, forza, grazia e stabilità anche a chi non vuole fare della danza un mestiere o uno sport, ma semplicemente vuole avere un assetto corporeo ottimale anche mentre è seduto in ufficio o cammina sui tacchi 12!

PBT è indicato inoltre per le persone che in età adulta desiderano riavvicinarsi alla danza in maniera semplice e non faticosa, o a volte rischiosa per la mancanza di allenamento costante negli anni: lavorando a terra e in scarico permette loro di recuperare con gentilezza “il tempo perduto”!

Chi lo prova ha un immediato beneficio già al termine della prima lezione quando tornando a casa avverte un’andatura decisamente più strutturata ed elegante.

Grazie a Marie Walton-Mahon, PBT oggi è insegnato in 40 Paesi con istruttori da lei certificati personalmente: Marie tiene workshop in Europa, Asia, Canada, USA, Sud America, Messico, Sud Africa, Russia e Australia.  In Italia ha di recente tenuto due workshop, a Milano e a Roma!

“Pilates come PBT segue la metodologia della propriocezione (è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli senza il supporto della vista; assume un’importanza fondamentale nel complesso meccanismo di controllo del movimento, per cui viene utilizzata efficacemente anche in fisioterapia di recupero ed in allenamenti sportivi) degli schemi di movimento ed è perfetto nell’allenamento della memoria muscolare – spiega Marie Walton-Mahon – Tuttavia, pilates non è sempre accessibile a chi studia danza, anche per questione di ottimizzazione di costi, e spesso non è compreso dai bambini più piccoli. Il PBT può essere insegnato dall’età di 7 anni in su, poiché i primi schemi di movimento stabiliscono lo sviluppo di quelli futuri.”

Il programma presenta alcune differenze con il lavoro di sbarra a terra creato negli anni ’50 da Boris Kniaseff che ancora oggi è praticato nelle accademie con ottimi risultati e arricchito dai moderni studi di fisiologia. “Quando ero una danzatrice professionista praticavo quotidianamente sbarra a terra – continua Marie Walton-Mahon-  La differenza è essenzialmente l’utilizzo della fit ball grazie alla quale gli studenti sentono maggiormente ogni muscolo profondo. La palla si muove costantemente, non è possibile “imbrogliare” il movimento, la palla è una sorta di richiamo costante alla postura, all’allineamento e al posizionamento del peso, il controllo del nucleo è fondamentale. La palla rotola via se la posizione non è corretta al 100%. Le somiglianze con la sbarra a terra sono moltissime naturalmente: in entrambi i casi il programma è fatto in scarico e gli esercizi di base sono i medesimi. PBT aggiunge una parte di programma in piedi, che non c’è nella sbarra a terra, e recupera quindi anche la verticalità di cui il ballerino ha bisogno quando danza.Come la sbarra a terra, utilizza i più recenti studi di Dance Medicine basati su nuovi concetti di anatomia, fisiologia, di schemi di movimento.”

Pe elaborare il programma occorrono circa  10 settimane di lezioni. Una volta che gli studenti hanno compreso il programma, in un’ora di lezione si sarà in grado di eseguire tutta la serie di esercizi e si passerà di livello.  Ci sono tre livelli: base, intermedio e avanzato.

E  tra i risultati più importanti che si ottengono praticando PBT: “La palla non si muoverà più, sembra banale ma quello sarà il segnale visibile del grande lavoro fatto!- dichiara entusiasta Marie Walton-Mahon- La memoria muscolare sarà “registrata”, i miglioramenti e la forza nella lezione di danza saranno concreti, gli allievi diventeranno più sicuri e padroni dei movimenti fisici e dei passi. Potranno quindi dedicarsi maggiormente al senso artistico, all’espressività perché la loro energia e concentrazione potrà spostarsi dall’attenzione al fisico ad altro.”

Le combinazioni di esercizi si possono alternare e differenziare : “I port de bras sono sempre fonte di creatività per l’insegnante, si possono variare continuamente, anche la quantità di ripetizioni può variare man mano che gli studenti diventano più forti. Se qualcosa è troppo difficile, si può adattare: il PBT è accessibile a tutti! Sul sito ufficiale PBT ci sono tanti consigli molto utili!” aggiunge Marie.

Una coreografia di PBT, infine, si può anche portare sul palcoscenico. “Ho fatto presentazioni di PBT su palcoscenici e in alcune conferenze. Il più bello forse è stato in teatro per il Cecchetti Ballet Australia con una coreografia di 30 minuti con tutti gli esercizi del livello avanzato! Un successo!”

 

Per informazioni a livello internazionale:   www.pbt.trainonlinedance email contact@pbt.dance. 

Per informazioni a livello nazionale: tizianapbtmilano@gmail.com

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