Aspetti un bambino?  L’alcol può attendere

image004

Ha preso il via la quarta edizione della campagna di informazione realizzata da SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia – e da AssoBirra – Associazione dei Birrai e dei Maltatori per sensibilizzare le giovani future mamme, rivolgendosi quest’anno alla community delle mamme perché si facciano “ambasciatrici” verso le donne in dolce attesa

Per offrire a un figlio la possibilità di essere sano, è necessario fare prevenzione e si deve agire in fase preconcezionale: nel momento in cui ci si accorge della gravidanza molti organi ed apparati si sono già formati e, in caso di esposizione ad “agenti” pericolosi, il danno sull’embrione potrebbe essere già avvenuto.

Le anomalie congenite sono patologie strutturali, funzionali o metaboliche che si determinano durante il concepimento o nella vita in utero durante lo sviluppo dell’embrione o del feto. Interessano il 5% dei nati ma possono essere di varia natura e non sempre gravi.

In questo contesto di prevenzione si inserisce la quarta edizione della campagna di informazione ‘Se aspetti un bambino, l’alcol può attendere’ realizzata dalla SIGO – Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia – la più rappresentativa del settore in Italia, che promuove e favorisce gli studi in tutti i campi della ginecologia e dell’ostetricia ed in ogni altro settore ad essi collegati, e da AssoBirra – Associazione dei Birrai e dei Maltatori.

La campagna prosegue il suo percorso di sensibilizzare le donne sui rischi legati al consumo di alcol durante il periodo della gravidanza e su come prevenirli efficacemente. Infatti, se è vero che l’attenzione al consumo di alcol in gravidanza negli ultimi anni è cresciuta, è anche vero che la consapevolezza su questo tema non è ancora abbastanza. 

La campagna vuole ricordare periodicamente alle future mamme un messaggio semplice e di prudenza: “Se aspetti un bambino o hai in programma di averlo, evita di bere alcolici e chiedi al tuo ginecologo informazioni sui rischi dell’alcol in gravidanza”. E quest’anno ha scelto di rivolgersi alla community delle mamme, molto attive nella Rete, perché diventino ambasciatrici e stimolino il passaparola fra le donne e soprattutto fra le giovani future mamme.

Anche se oggi, rispetto al passato, il problema delle patologie fetali legate al consumo di alcolici in gravidanza è più conosciuto, siamo consapevoli di quanto sia determinante continuare a diffondere questa informazione a tutte le donne e attuare tutte le strategie di comunicazione al passo con i tempi 2.0 che stiamo vivendo, perché il messaggio arrivi in maniera efficace al fine di perseguire l’obiettivo di azzerare il rischio di patologie fetali alcol-correlate nei nuovi nati. Questa la nostra sfida”,dichiara il Prof. Giovanni Scambia, Presidente SIGO

“Dal 2007 – spiega Michele Cason, Presidente AssoBirra – abbiamo attivato un programma pluriennale di informazione sull’importanza di un consumo responsabile dal titolo “Guida tu la vita. Bevi responsabile”,realizzando campagne per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi connessi all’abuso e all’uso scorretto delle bevande alcoliche, rivolte soprattutto a guidatori, futuremamme e giovani. Nel 2012 siamo stati la prima associazione in Europa a promuovere una campagna di informazione sulle conseguenze negative legate all’assunzione di anche una minima quantità di alcol in gravidanza e con questa campagna vogliamo rafforzare il nostro impegno a favore di un consumo responsabile, rafforzando i messaggi lì dove donne in dolce attesa e consumatori tendono sempre più ad informarsi, nella rete”

La campagna utilizzerà diversi strumenti d’informazione (il sito internet dedicato www.seaspettiunbambino.it; il sito www.sigo.it e i canali social,) e un workshop dedicato alla community di mamme molto attive nella rete che diventeranno le ambasciatrici di questo importante tema, con la partecipazione di Federica Fontana.

Bere alcol durante la gravidanza, in generale, può causare aborto, natimortalità, anomalie anatomiche e comportamentali e disabilità intellettive per il nato. Tali effetti talora rientrano in una sindrome ben definita nota come “sindrome feto-alcolica” che si rileva con segni eclatanti e ben descritti; talora i segni sono più sfumati e richiedono la valutazione di un esperto affinchè vengano rilevati nel nato esposto ad alcool nella vita prenatale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *