Al via la nuova campagna sulla Spondilite Anchilosante: SAi se hai la SA? Scegli il tuo futuro

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Il suo nome è Spondilite Anchilosante (SA), ed è una malattia infiammatoria cronica della spina dorsale. Una patologia con sintomi facilmente associabili ad altre più comuni e con conseguenze meno importanti. Già, perché la SA provoca dolori e rigidità diffusa. Difficoltà di movimento soprattutto dopo essere stati fermi per un po’.

Oggi per arrivare ad una corretta diagnosi possono occorrere in media dai 7 ai 10 anni. Un lungo periodo per una malattia che può progredire fino a dare rilevanti limitazioni nei movimenti e gravi conseguenze sulla qualità della vita di chi ne soffre.

La spondilite anchilosante (SA) colpisce 600.000 persone solo in Italia. E’ una patologia dolorosa e spesso progressivamente invalidante, causata da un’infiammazione della colonna vertebrale che può determinare danni irreversibili. Colpisce maggiormente i soggetti giovani di sesso maschile e di età superiore ai 25 anni. Fino al 70% dei pazienti che soffrono della forma severa di SA sviluppa, nel corso di qualche anno, fusione dei corpi vertebrali con significativa riduzione della mobilità della colonna.

Proprio  con l’obiettivo di informare su questa patologia poco conosciuta e di difficile diagnosi  parte in questi giorni, con il patrocinio di APMAR Onlus – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, la campagna: “SAi se hai la SA? Scegli il tuo futuro”.

Da una parte la Campagna si propone di spingere chi ha sintomi riconducibili alla patologia a procedere alla compilazione di un breve questionario di autovalutazione, disponibile online, e rivolgersi al proprio medico di base in caso di una maggioranza di risposte positive. Dall’altra si rivolge ai pazienti  fornendo strumenti ed esortandoli ad affrontare la patologia in maniera attiva prendendo in mano la propria vita, vivendo le proprie passioni, facendosi aiutare in questo dalla famiglia, gli amici e il proprio reumatologo. 

Tra i vari consigli offerti, la Campagna suggerisce anche quello di praticare costante attività fisica che può portare notevoli benefici fisici e psicologici; l’importante è scegliere quella più adatta alla propria condizione e parlarne con il medico di fiducia.

“Yoga, Tai chi, Pilates, Nordic Walking sono alcuni esempi di attività fisica facilmente praticabili e di grande aiuto ai pazienti che contribuiscono a migliorare il benessere complessivo delle persone con malattie croniche, tra cui le malattie reumatiche” ha affermato Antonella Celano, Presidente dell’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (APMAR). “Iniziative come queste possono contribuire non solo ad aumentare il livello di informazione sulla patologia e mantenere alto il livello di attenzione di opinione pubblica e Istituzioni ma anche a fornire strumenti pratici e utili per migliorare la qualità di vita per chi ne soffre. L’edizione di quest’anno ha anche un ulteriore valore: quello di fornire un semplice strumento, un questionario, per non sottovalutare alcuni sintomi e rivolgersi con tempestività allo specialista giusto. Bisogna sempre ricordarsi che una diagnosi precoce fa la differenza per una migliore qualità di vita, soprattutto nelle patologie croniche”.

“Per velocizzare il percorso diagnostico terapeutico di chi soffre di SA e ridurre quindi le sensazioni dolorose tipiche della malattia è necessario creare cultura attorno alla SA, considerando che per le caratteristiche dei suoi sintomi viene confusa molto spesso con altre patologie” ha aggiunto Ennio Lubrano Professore Associato di Reumatologia presso Università degli Studi del Molise. “Quando sono presenti mal di schiena costante, per più di tre mesi, con dolore particolarmente nelle ore notturne, e/o rigidità mattutina che migliora con il movimento, è bene rivolgersi a un reumatologo. Prima si riconosce, prima si può correre ai ripari. Oggi grazie ai progressi della ricerca scientifica, i pazienti possono beneficiare di farmaci di nuova generazione che sono in grado di inibire il processo infiammatorio di questa patologia, migliorando la qualità di vita dei pazienti”.

 

 

Per informazioni sulla campagna basta collegarsi all’area dedicata nel sito http://www.saichelasa.it/sai-che-la-campagna-2018/ e seguire la pagina Facebook “SAichelaSA” https://www.facebook.com/SAichelaSA/.

 

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